Il mio cammino. Cosa porto con me

E piano piano cominci a pensare a cosa ti serve. Due cose fondamentali: le scarpe e lo zaino. In questo sono stata fortunata. Le scarpe me le ha regalate Cristiana, la mia compagna di cammino, perché ne aveva un paio molto belle e di ottima qualità che le erano un po’ piccole. Io le ho usate qualche volta e le ho trovate perfette. Per lo zaino, mio fratello mi ha ricordato che in cantina c’era ancora quello con cui lui era andato in India. Siamo andati a prenderlo. Ho pensato che fosse di buon auspicio che mi prestasse il suo e anche lui era felice che lo usassi per andare a Santiago. Temevo che, essendo mio fratello più di un metro e 90, per me non andasse bene. Invece ho scoperto che c’è tutto un sistema di cinghie, fibbie e cinturini che ti servono a regolarlo. Per di più mi hanno detto che anche lo zaino era di un’ottima marca, molto conosciuta da chi ama il genere. L’unica cosa che ho dovuto fare è stato trovare un posto dove me lo lavassero a secco. Ho scoperto una lavanderia molto carina che ha fatto un ottimo lavoro e me lo ha restituito perfino profumato.

Infine cosa metterci dentro.  Io per fortuna non sono mai stata attaccata alle cose, ma ci sono scelte pratiche da fare per selezionare le cose da portare. Viaggiare leggeri è una metafora molto usata, alla quale comunque non si sfugge. Nel Medioevo prima di partire i pellegrini saldavano i loro debiti, si riappacificavano con i nemici, si confessavano e rispettavano altre pratiche di purificazione perché il viaggio fosse veramente di redenzione. E all’arrivo, si bruciavano gli abiti che erano stati usati lungo il cammino. Io ho portato con me una t-shirt per ogni giorno (il peso è minimo), selezionando quelle che ormai erano da buttare. Lo stesso ho fatto per le mutande. I reggiseni e i calzini sì, quelli li ho scelti da sport, perché allenandomi mi sono accorta che la differenza si sente. E comunque se ne trovano anche a prezzi accessibili. Cristiana ha portato anche un pezzo di sapone da bucato. Ho messo nello zaino anche un paio di scarpe di ricambio (anche se molti “esperti” lo sconsigliano), un asciugamano in microfibra, una mantella antipioggia, le infradito e l’essenziale per l’igiene personale. A prescindere dalle mie convinzioni politiche, ho imparato dall’esperienza che quasi sempre è meglio sottrarre, piuttosto che aggiungere. E il cammino ne è la conferma.

Annunci

Informazioni su madina fabretto

Mi sono laureata a Padova in storia medievale e faccio la giornalista. Attualmente vivo e lavoro a Padova. Ho una figlia e un "moroso".
Questa voce è stata pubblicata in Donne, Pensieri e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Il mio cammino. Cosa porto con me

  1. ziacris1 ha detto:

    Buon viaggio Madina

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.